Brescia. E' aperta al pubblico sino al 10 marzo la singolare mostra d’arte di Regina Landi, “Archivi”, presso AB/Arte Galleria d'arte moderna e contemporanea Vicolo San Nicola, 6 a Brescia. Non fatevi ingannare dal titolo, se pensate ad archivi polverosi con scartoffie e faldoni grigi, avete sbagliato strada! La mostra di regina Landi è un viaggio dai giocattoli e piccole cose dall’infanzia al collezionismo da adulti, disposti con prezioso ordine il teche, piccoli scaffali. Fanno giochi di colori, allineamenti geometrici, file di oggetti usciti direttamente dalle soffitte, pagine abbecedari e tavole con le parole scritte grandi per imparare l’alfabeto, penne, matite colorate e usate. Ma nulla piomba nel caos, tutto è allineato secondo forme e colori infondendo un senso di gioia, di gioco. “Qui è un esercizio diaristico di “cassetti dell’anima”, di velamenti-svelamenti tra teche e custodie, tra polvere del tempo e fragranza allusiva di un bazar delle voglie più segrete”. Il gioco d’incasellamento richiama sentimenti d’infanzia e grazia e come dice nella presentazione Fausto Lorenzi: c’è uno sprizzo d'ironia dadaista, che fa la grazia d’intelligenza acuta e leggera dell’artigianato di Regina, quando sembra anche alludere coi suoi ricettacoli ad una condizione femminile storica, laddove pare tramandare l’antica parsimonia della massaia che tiene ordinati i cassetti e la dispensa. Ma qui è un esercizio diaristico di “cassetti dell’anima”, di velamenti- svelamenti tra teche e custodie, tra polvere del tempo e fragranza allusiva di un bazar delle voglie più segrete. Nonostante tutta l’ansia di costruzione, incasellamento e decifrazione, Regina Landi può trattenere solo tracce, indizi e profumi di una infanzia sentimentale che vorrebbe portare con sé per sempre. Gli archivi appesi al muro diventano teatrini dello struggimento sul tempo che non torna. Regina Landi nasce a Brescia nel 1958. Si diploma in scenografia all’Accademia di Brera nel 1980. Ha collaborato con studi di architettura per la elaborazione di ambientazioni e nel 1996 ha vinto il concorso nazionale per opere d’arte per il Palazzo di Giustizia di Padova, realizzando il progetto l’anno successivo con la pittrice Lucia Manenti e lo scenografo Emanuele Serina. Dal 2000 al 2003 è stata docente in scenotecnica all’Accademia Laba di Brescia. Procede con una intensa attività progettuale in vari ambiti oltre che per scenografie, quali l’interior design, lo styling commerciale e la grafica. Entra nel mondo dell’arte “con una progettualità che fa capo a un laboratorio che crea un complesso e sistematico archivio di memorie e sogni in strutture architettoniche come un agglomerato di ricordi, per condividere le ragioni del custodire”.       Valerio Gardoni  copyright 2012   Regina Landi     partita iva 030603900983     corso G. Matteotti 40, Brescia